Il primato della "prima persona"

Concordo con Ferrara: l'articolo di Possenti può aprire un fronte nuovo in senso alla Chiesa cattolica: quello dei cattolici che hanno a cuore la prima persona di chi muore. Che cos'è la prima persona? E' l'effetto che mi fa vivere, stare al mondo, giore, soffrire e infine morire. Solo io so cosa vuol dire essere Michele, avere ed essere questa carne che patisce e questo corpo che cambia, unico e irripetibile. Nessun altro al posto mio potrà vivere la mia morte e nessuno potrà risponderne se non io. Giusto anche distinguere il problema della fine della vita (che è sempre la mia vita, la tua vita) da quello dell'aborto (che non è la vita mia o tua, ma quella di un altro), spesso accoppiati. Per avere un'idea di cosa sia la prima persona, suggerisco la lettura del romanzo di Ishiguro, Non lasciarmi, edito da Einaudi.